NON TI SOPRAVVIVREI, LO SO

Non ti sopravvivrei, lo so,

anche se il maestro dirà

che l’attaccamento eccessivo

è ignoranza del vuoto e della interdipendenza

anche se il secondo maestro[1]

dirà che non si può amare la creatura

più del Creatore,

anche se il peccato è grave

verso me stesso innanzitutto…

il guaio è che tutto si è racchiuso

di me in te su questa terra,

considerato il fatto che

con la tua mano mi hai alzato il mento

come una madre per sollevarmi

il volto confitto a terra.


[1] Riferimento a Gesù, ma anche all’ultima strofa di Al cor gentil di Guinizelli. Il primo maestro è Budda, ma solo in senso strettamente cronologico.

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